IN PIAZZA LOGGIA L’INCONTRO CON MONICA FRASSONI

IN PIAZZA LOGGIA L’INCONTRO CON MONICA FRASSONI, DI NUOVO IN CORSA PER UNA CONFERMA A
BRUXELLES
«Brescia insegua un’economia ecologica»
«La giunta del Bono? Amica. Ma l’idea di collaborare è ancora tale…»

Fierro Salvatore-Monica Frassoni-Emilio Del Bono

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Fotogramma/Bs)

LE SFIDE
I FINANZIAMENTI
«Tra i partiti c’è una sostanziale ecoindifferenza.
Pensano che l’aria,l’ambiente, l’acqua siano temi che portino pochi voti. Forse è così, ma questi sono problemi reali. E a Brescia lo vediamo tutti i giorni». A sostenerlo è Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei, eletta due volte al parlamento, e ricandidata. Bruxelles è
un posto che conosce bene, dato che ci lavora, con ruoli diversi, dal 1987. Ma anche Brescia è una realtà a lei familiare.
In piazza Loggia, Frassoni ha ribadito che la nostra provincia «deve prepararsi ad una sfida impegnativa». Bisogna «avviare un cambiamento nella governance della città e negli stili di vita». Ma questo progetto si può realizzare soltanto inseguendo «un’idea di Europa che passa attraverso una conversione ecologica dell’economia tradizionale, responsabile dell’inquinamento e del consumo incontrollato di risorse». Ecco perché, secondo Frassoni, il voto europeo diventa cruciale. Oggi tutti i candidati parlano di green economy, ma le altre forze politiche hanno sempre avuto «una permanente inattenzione nei confronti dell’ambiente», sostiene Frassoni. Lei, che
rifiuta l’idea delle elezioni europee «come un referendum tra Renzi e Grillo», rivendica il lavoro storico del suo partito.
Il programma dei Verdi si incentra sull’idea di un New Deal «verde», un piano di sviluppo economico in grado di creare centinaia di posti di lavoro grazie alla greeneconomy.
È questa la strada che, secondo Frassoni, Brescia dovrebbe seguire, sapendo che la nostra provincia — come emerge dai dati Unioncamere – è la sesta in Italia per numero di imprese (8.390) che l’anno scorso hanno affrontato una serie di eco-investimenti. «Ma c’è ancora molto da fare. Questa provincia — ha ribadito – è una terra simbolo per gli ecologisti». Frassoni, che il sindaco Emilio Del Bono aveva definito «la nostra ambasciatrice in Europa», considera la giunta in Loggia
«un’amministrazione amica». Ma è consapevole che, un anno dopo l’insediamento in Loggia, l’offerta di collaborare con la giunta per un progetto di bonifiche è ancora inattuata.
Insomma, le parole non bastano per portare a casa una parte degli 800 milioni di fondi europei per lo sviluppo (2014-20) destinati alla Lombardia. Ma qui, secondo Frassoni, bisogna sciogliere un nodo politico e chiedersi cosa significhi «sviluppo economico». Meglio potenziare il traffico su gomma o su ferro? Non a caso la candidata ricorda che «i 480 milioni di sgravi fiscali per la Pedemontana sono un aiuto di Stato improprio» e propone di «destinare quei soldi alla rete ferroviaria». Le infrastrutture, secondo Frassoni, sono un nodo cruciale, «ma serve un dibattito
trasparente». E il presidente del Consiglio «sbaglia» quando dice che, nonostante i casi di corruzione, «le infrastrutture di Expo devono andare avanti», spiega la candidata dei Verdi. Convinta che alcune opere complementari – come la Pedemontana e la Tangenziale esterna di Milano – siano «inutili».

Corriere della Sera – Brescia - 13 maggio 2014 | 09:48

 


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